{"id":11611,"date":"2026-04-24T10:16:34","date_gmt":"2026-04-24T08:16:34","guid":{"rendered":"https:\/\/visionary-project.eu\/download\/report-supermarket-interventions-for-promoting-food-consumption-with-lower-climate-impacts\/"},"modified":"2026-09-01T17:20:47","modified_gmt":"2026-09-01T15:20:47","slug":"report-supermarket-interventions-for-promoting-food-consumption-with-lower-climate-impacts","status":"publish","type":"wpdmpro","link":"https:\/\/visionary-project.eu\/it\/download\/report-supermarket-interventions-for-promoting-food-consumption-with-lower-climate-impacts\/","title":{"rendered":"Interventi nei supermercati volti a promuovere il consumo di alimenti con un minore impatto sul clima"},"content":{"rendered":"<p>Il presente rapporto sintetizza i risultati di due studi sugli interventi nei supermercati volti a ridurre l\u2019impronta climatica del consumo alimentare. I sistemi alimentari rappresentano circa un terzo delle emissioni globali di gas a effetto serra di origine antropica. <em>La strategia \u00abDalla fattoria alla tavola\u00bb<\/em> riconosce l\u2019urgente necessit\u00e0 di ridurre l\u2019impronta climatica del sistema alimentare europeo attraverso una transizione globale che coinvolga l\u2019intera filiera alimentare, compresi i cambiamenti nelle scelte alimentari dei consumatori. Il settore della vendita al dettaglio svolge un ruolo fondamentale nel plasmare i mercati e nell\u2019influenzare le scelte alimentari dei consumatori, e la <em>strategia \u00abDalla fattoria alla tavola\u00bb<\/em> richiede esplicitamente cambiamenti nelle pratiche di distribuzione e commercializzazione degli alimenti.   <\/p>\n<p>L\u2019obiettivo generale dei due studi empirici presentati in questo rapporto era quello di valutare l\u2019efficacia degli interventi nei supermercati nel ridurre l\u2019impatto climatico del consumo alimentare attraverso un cambiamento nel comportamento dei consumatori verso scelte alimentari pi\u00f9 sostenibili. I due studi hanno testato una serie di interventi attraverso un esperimento condotto in un supermercato online, integrato in un sondaggio tra i consumatori. Abbiamo simulato un ambiente realistico di supermercato online, fornendo uno strumento per valutare il comportamento di acquisto alimentare delle famiglie in diverse categorie di prodotti. Lo studio 1 si \u00e8 concentrato sugli interventi comportamentali e ha testato gli effetti di un intervento di posizionamento (ovvero il posizionamento strategico di assortimenti a base vegetale all\u2019interno dei reparti di carne e latticini), di un\u2019etichetta climatica (ovvero un\u2019etichetta a semaforo basata sulle emissioni<sub>di CO\u2082e<\/sub>) e della combinazione dei due. Lo studio \u00e8 stato condotto in Germania, Danimarca, Spagna e Ungheria con un campione di N=7.373 partecipanti. Lo studio 2 ha testato gli effetti delle variazioni di prezzo (ovvero aumenti di prezzo per gli alimenti ad alta emissione e\/o riduzioni di prezzo per quelli a bassa emissione), dell\u2019etichettatura climatica (ovvero informazioni sulle emissioni<sub>di CO\u2082e<\/sub>dei prodotti alimentari) e di diverse combinazioni di questi interventi. Lo studio \u00e8 stato condotto in Italia, Polonia e Regno Unito su un campione rappresentativo di N=7.482 consumatori.      <\/p>\n<p>Lo studio n. 1 sugli interventi comportamentali nei supermercati in Germania, Danimarca, Spagna e Ungheria ha dimostrato che il posizionamento strategico di assortimenti di prodotti a base vegetale nei reparti della carne e dei latticini, nonch\u00e9 l\u2019introduzione di un\u2019etichetta climatica, possono ridurre l\u2019impronta di carbonio degli acquisti alimentari, in particolare se attuati congiuntamente. L\u2019efficacia degli interventi testati variava da un paese all\u2019altro e non tutti gli effetti erano statisticamente significativi. In Germania, Danimarca e Spagna, la combinazione dell\u2019intervento di posizionamento con un\u2019etichetta climatica ha determinato la maggiore riduzione delle emissioni, compresa tra il \u201313% e il \u201316% (rispetto al gruppo di controllo). In Spagna e Danimarca, anche l\u2019introduzione di un\u2019etichetta climatica ha avuto un effetto statisticamente significativo. L\u2019intervento relativo al posizionamento, da solo, ha avuto un effetto significativo solo in Danimarca. In Ungheria, nessuno degli interventi testati ha ridotto in modo significativo l\u2019impatto climatico degli acquisti alimentari; tuttavia, l\u2019intervento combinato ha portato a una riduzione significativa delle emissioni climatiche tra le fasce d\u2019et\u00e0 pi\u00f9 giovani (fino ai 40 anni).     <\/p>\n<p>Lo studio n. 2 sugli interventi basati sui prezzi e sull\u2019informazione in Italia, Polonia e Regno Unito ha rilevato che i meccanismi di prezzo e l\u2019informazione sono strumenti efficaci per ridurre le emissioni derivanti dai comportamenti di consumo alimentare. Mentre gli aumenti di prezzo degli alimenti ad alta emissione hanno avuto, in media, gli effetti pi\u00f9 marcati in termini di riduzione delle emissioni (da \u20134% a \u20139%) in tutti e tre i paesi, l\u2019entit\u00e0 dell\u2019effetto degli altri interventi variava da un paese all\u2019altro, suggerendo che l\u2019attuazione ottimale possa dipendere dal contesto specifico di ciascun paese. Gli sconti sui prezzi degli alimenti a basse emissioni, di per s\u00e9, non hanno portato all\u2019effetto desiderato di ridurre l\u2019impatto climatico del consumo alimentare, ma hanno invece avuto un effetto nullo (in Italia) o addirittura positivo (in Polonia e nel Regno Unito) sulle emissioni legate all\u2019alimentazione \u2013 a meno che non fossero combinati con l\u2019etichettatura climatica e\/o aumenti di prezzo per gli alimenti ad alta emissione. L\u2019etichettatura climatica di per s\u00e9 (senza l\u2019attuazione di variazioni di prezzo) ha prodotto riduzioni significative e notevoli delle emissioni in Polonia e nel Regno Unito, ma si \u00e8 rivelata inefficace in Italia. I risultati dello Studio 2 mostrano inoltre che \u00e8 possibile ottenere riduzioni equivalenti delle emissioni utilizzando diverse combinazioni di strumenti e che le soluzioni dovrebbero essere scelte con attenzione e adattate in base al contesto e agli obiettivi di ciascun paese.    <\/p>\n<p>In entrambi gli studi, la significativa riduzione dell\u2019impatto climatico degli acquisti alimentari \u00e8 stata determinata principalmente dalla diminuzione delle quantit\u00e0 acquistate di alimenti ad alta emissione, in particolare carne bovina e formaggio. Sebbene la diminuzione media delle quantit\u00e0 acquistate di questi prodotti fosse relativamente modesta, la corrispondente riduzione delle emissioni di CO\u2082e \u00e8 stata sostanziale, a riprova del fatto che anche piccoli cambiamenti nel comportamento dei consumatori, orientati ad allontanarsi dagli alimenti di origine animale ad alto impatto ambientale, possono apportare benefici significativi per il clima. <\/p>\n<p>Gli interventi testati volti a promuovere alimenti (di origine vegetale) a basse emissioni di CO\u2082e \u2013 l\u2019intervento di posizionamento nello Studio 1 e l\u2019intervento di sconto sul prezzo nello Studio 2 \u2013 sono riusciti ad aumentare gli acquisti di questi prodotti in tutti i paesi coinvolti in entrambi gli studi. \u00c8 interessante notare che, quando sono state attuate come interventi singoli anzich\u00e9 come parte di un mix di strumenti che modificasse anche alcuni aspetti degli alimenti ad alte emissioni, queste misure non sono riuscite a ridurre in modo significativo l\u2019impatto climatico degli acquisti alimentari. I consumatori esposti a questi interventi non hanno ridotto in modo significativo il consumo di alimenti ad alta emissione, per cui non si \u00e8 verificata la sostituzione auspicata da alimenti ad alta emissione a quelli a bassa emissione.  <\/p>\n<p>I risultati dei due studi sollevano importanti interrogativi sul ruolo e sul potere dei supermercati nel plasmare i contesti alimentari in cui i consumatori effettuano le proprie scelte alimentari. Gli studi dimostrano che l\u2019adozione di misure di ampia portata nei supermercati ha il potenziale di ridurre in modo sostanziale l\u2019impronta climatica del consumo alimentare nell\u2019UE, orientando il comportamento dei consumatori verso scelte alimentari pi\u00f9 sostenibili. Tuttavia, sebbene il settore della vendita al dettaglio disponga di una notevole influenza per guidare tale cambiamento, gli interessi commerciali dei rivenditori non sono necessariamente in linea con gli obiettivi politici volti a ridurre l\u2019impatto climatico del consumo alimentare. Il presente rapporto mira a informare e motivare gli attori del settore alimentare, sia privati che pubblici, ad agire sulla base di queste conoscenze.   <\/p>\n<p>Il rapporto completo sar\u00e0 disponibile a breve.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presente rapporto sintetizza i risultati di due studi sugli interventi nei supermercati volti a ridurre l\u2019impronta climatica del consumo alimentare. 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