Casi studio: Rivenditori
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Interventi nei supermercati volti a promuovere il consumo di alimenti con un minore impatto sul clima
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Il presente rapporto sintetizza i risultati di due studi sugli interventi nei supermercati volti a ridurre l’impronta climatica del consumo alimentare. I sistemi alimentari rappresentano circa un terzo delle emissioni globali di gas a effetto serra di origine antropica. La strategia «Dalla fattoria alla tavola» riconosce l’urgente necessità di ridurre l’impronta climatica del sistema alimentare europeo attraverso una transizione globale che coinvolga l’intera filiera alimentare, compresi i cambiamenti nelle scelte alimentari dei consumatori. Il settore della vendita al dettaglio svolge un ruolo fondamentale nel plasmare i mercati e nell’influenzare le scelte alimentari dei consumatori, e la strategia «Dalla fattoria alla tavola» richiede esplicitamente cambiamenti nelle pratiche di distribuzione e commercializzazione degli alimenti.
L’obiettivo generale dei due studi empirici presentati in questo rapporto era quello di valutare l’efficacia degli interventi nei supermercati nel ridurre l’impatto climatico del consumo alimentare attraverso un cambiamento nel comportamento dei consumatori verso scelte alimentari più sostenibili. I due studi hanno testato una serie di interventi attraverso un esperimento condotto in un supermercato online, integrato in un sondaggio tra i consumatori. Abbiamo simulato un ambiente realistico di supermercato online, fornendo uno strumento per valutare il comportamento di acquisto alimentare delle famiglie in diverse categorie di prodotti. Lo studio 1 si è concentrato sugli interventi comportamentali e ha testato gli effetti di un intervento di posizionamento (ovvero il posizionamento strategico di assortimenti a base vegetale all’interno dei reparti di carne e latticini), di un’etichetta climatica (ovvero un’etichetta a semaforo basata sulle emissionidi CO₂e) e della combinazione dei due. Lo studio è stato condotto in Germania, Danimarca, Spagna e Ungheria con un campione di N=7.373 partecipanti. Lo studio 2 ha testato gli effetti delle variazioni di prezzo (ovvero aumenti di prezzo per gli alimenti ad alta emissione e/o riduzioni di prezzo per quelli a bassa emissione), dell’etichettatura climatica (ovvero informazioni sulle emissionidi CO₂edei prodotti alimentari) e di diverse combinazioni di questi interventi. Lo studio è stato condotto in Italia, Polonia e Regno Unito su un campione rappresentativo di N=7.482 consumatori.
Lo studio n. 1 sugli interventi comportamentali nei supermercati in Germania, Danimarca, Spagna e Ungheria ha dimostrato che il posizionamento strategico di assortimenti di prodotti a base vegetale nei reparti della carne e dei latticini, nonché l’introduzione di un’etichetta climatica, possono ridurre l’impronta di carbonio degli acquisti alimentari, in particolare se attuati congiuntamente. L’efficacia degli interventi testati variava da un paese all’altro e non tutti gli effetti erano statisticamente significativi. In Germania, Danimarca e Spagna, la combinazione dell’intervento di posizionamento con un’etichetta climatica ha determinato la maggiore riduzione delle emissioni, compresa tra il –13% e il –16% (rispetto al gruppo di controllo). In Spagna e Danimarca, anche l’introduzione di un’etichetta climatica ha avuto un effetto statisticamente significativo. L’intervento relativo al posizionamento, da solo, ha avuto un effetto significativo solo in Danimarca. In Ungheria, nessuno degli interventi testati ha ridotto in modo significativo l’impatto climatico degli acquisti alimentari; tuttavia, l’intervento combinato ha portato a una riduzione significativa delle emissioni climatiche tra le fasce d’età più giovani (fino ai 40 anni).
Lo studio n. 2 sugli interventi basati sui prezzi e sull’informazione in Italia, Polonia e Regno Unito ha rilevato che i meccanismi di prezzo e l’informazione sono strumenti efficaci per ridurre le emissioni derivanti dai comportamenti di consumo alimentare. Mentre gli aumenti di prezzo degli alimenti ad alta emissione hanno avuto, in media, gli effetti più marcati in termini di riduzione delle emissioni (da –4% a –9%) in tutti e tre i paesi, l’entità dell’effetto degli altri interventi variava da un paese all’altro, suggerendo che l’attuazione ottimale possa dipendere dal contesto specifico di ciascun paese. Gli sconti sui prezzi degli alimenti a basse emissioni, di per sé, non hanno portato all’effetto desiderato di ridurre l’impatto climatico del consumo alimentare, ma hanno invece avuto un effetto nullo (in Italia) o addirittura positivo (in Polonia e nel Regno Unito) sulle emissioni legate all’alimentazione – a meno che non fossero combinati con l’etichettatura climatica e/o aumenti di prezzo per gli alimenti ad alta emissione. L’etichettatura climatica di per sé (senza l’attuazione di variazioni di prezzo) ha prodotto riduzioni significative e notevoli delle emissioni in Polonia e nel Regno Unito, ma si è rivelata inefficace in Italia. I risultati dello Studio 2 mostrano inoltre che è possibile ottenere riduzioni equivalenti delle emissioni utilizzando diverse combinazioni di strumenti e che le soluzioni dovrebbero essere scelte con attenzione e adattate in base al contesto e agli obiettivi di ciascun paese.
In entrambi gli studi, la significativa riduzione dell’impatto climatico degli acquisti alimentari è stata determinata principalmente dalla diminuzione delle quantità acquistate di alimenti ad alta emissione, in particolare carne bovina e formaggio. Sebbene la diminuzione media delle quantità acquistate di questi prodotti fosse relativamente modesta, la corrispondente riduzione delle emissioni di CO₂e è stata sostanziale, a riprova del fatto che anche piccoli cambiamenti nel comportamento dei consumatori, orientati ad allontanarsi dagli alimenti di origine animale ad alto impatto ambientale, possono apportare benefici significativi per il clima.
Gli interventi testati volti a promuovere alimenti (di origine vegetale) a basse emissioni di CO₂e – l’intervento di posizionamento nello Studio 1 e l’intervento di sconto sul prezzo nello Studio 2 – sono riusciti ad aumentare gli acquisti di questi prodotti in tutti i paesi coinvolti in entrambi gli studi. È interessante notare che, quando sono state attuate come interventi singoli anziché come parte di un mix di strumenti che modificasse anche alcuni aspetti degli alimenti ad alte emissioni, queste misure non sono riuscite a ridurre in modo significativo l’impatto climatico degli acquisti alimentari. I consumatori esposti a questi interventi non hanno ridotto in modo significativo il consumo di alimenti ad alta emissione, per cui non si è verificata la sostituzione auspicata da alimenti ad alta emissione a quelli a bassa emissione.
I risultati dei due studi sollevano importanti interrogativi sul ruolo e sul potere dei supermercati nel plasmare i contesti alimentari in cui i consumatori effettuano le proprie scelte alimentari. Gli studi dimostrano che l’adozione di misure di ampia portata nei supermercati ha il potenziale di ridurre in modo sostanziale l’impronta climatica del consumo alimentare nell’UE, orientando il comportamento dei consumatori verso scelte alimentari più sostenibili. Tuttavia, sebbene il settore della vendita al dettaglio disponga di una notevole influenza per guidare tale cambiamento, gli interessi commerciali dei rivenditori non sono necessariamente in linea con gli obiettivi politici volti a ridurre l’impatto climatico del consumo alimentare. Il presente rapporto mira a informare e motivare gli attori del settore alimentare, sia privati che pubblici, ad agire sulla base di queste conoscenze.
Il rapporto completo sarà disponibile a breve.
Analisi del contributo di alcuni casi di studio selezionati a VISIONARY
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Il presente rapporto (Deliverable 2.2) si basa sul quadro concettuale e analitico iniziale del progetto VISIONARY e mira a illustrare in che modo i casi di studio selezionati nell’ambito di VISIONARY si integrino tra loro per raggiungere gli obiettivi chiave del progetto. Il rapporto intende delineare brevemente i fondamenti teorici del nostro lavoro e illustrare l’approccio adottato nei casi di studio.
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Il presente studio (Deliverable 2.1) consiste in una revisione sistematica della letteratura volta a mappare le leve e i meccanismi di lock-in, al fine di fornire una panoramica dei fattori che determinano il cambiamento comportamentale e della loro rilevanza per specifici attori del sistema alimentare e specifiche catene del valore. Ciò è stato ottenuto effettuando una revisione ombrello di revisioni sistematiche e strutturate della letteratura condotte in relazione agli aspetti comportamentali della transizione verso la sostenibilità nei sistemi alimentari. Da questa revisione è scaturita una mappatura sistematica dei fattori che influenzano il cambiamento comportamentale degli attori del sistema alimentare (le cosiddette «revisioni a 360°») e una sintesi narrativa delle raccomandazioni formulate dalle revisioni selezionate.
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