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- Data di Pubblicazione 24 Aprile 2026
- Ultimo aggiornamento 1 Settembre 2026
Il ruolo dei fattori comportamentali nella definizione di interventi di politica economica volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GES) provenienti dal settore agricolo
Il presente manoscritto, redatto nell’ambito del Work Package 3 (WP3) del progetto VISIONARY, contribuisce all’obiettivo generale di individuare le leve politiche in grado di sostenere la transizione verso sistemi agricoli e alimentari sostenibili in Europa. Il WP3 indaga in che modo gli approcci comportamentali e i metodi sperimentali possano aiutare a progettare interventi efficaci di politica agroambientale per affrontare tre sfide chiave della transizione: la neutralità climatica, l’arresto della perdita di biodiversità e il miglioramento della qualità dell’acqua. In questo contesto, il manoscritto si concentra sul ruolo dei fattori comportamentali — fattori cognitivi, sociali e disposizionali che influenzano il processo decisionale umano — nel determinare le risposte degli agricoltori agli strumenti di politica economica volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GES) provenienti dall’agricoltura.
Il manoscritto presenta i risultati di due studi sperimentali complementari. Il primo studio analizza le preferenze degli allevatori lattiero-caseari italiani riguardo a regimi di pagamento alternativi volti a incentivare l’adozione di integratori alimentari a base di oli essenziali per ridurre le emissioni enteriche di metano. Attraverso un esperimento «lab-in-the-field» condotto su 120 agricoltori nella Provincia Autonoma di Trento, lo studio rileva la disponibilità ad accettare pagamenti basati sulle azioni (ABP), i pagamenti basati sui risultati (RBP) inquadrati sia come programma agroambientale-climatico sia come mercato volontario del carbonio, e i modelli di pagamento ibrido (HP) che combinano entrambe le componenti. Il secondo studio esamina le opinioni degli agricoltori danesi riguardo agli impatti economici di una tassasul CO₂esull’agricoltura e verifica se fornire informazioni da parte di esperti possa ridurre le percezioni errate e aumentare il sostegno alle politiche. Si basa su un esperimento di indagine randomizzato condotto su 981 agricoltori, realizzato nel contesto delle effettive proposte danesi relative alla tassasulla CO2e, sia a livelli di rigore elevati (750 DKK/tonnellata) che bassi (125 DKK/tonnellata).
I risultati dimostrano che i fattori comportamentali sono mediatori fondamentali nell’accettazione da parte degli agricoltori degli strumenti di politica climatica. Gli allevatori lattiero-caseari italiani mostrano una preferenza generale per gli ABP rispetto agli RBP, determinata dalla familiarità, dalla preferenza per la certezza e dalla minore complessità; tuttavia, l’accettazione di meccanismi di pagamento innovativi migliora notevolmente in presenza di atteggiamenti favorevoli all’ambiente, l’avversione al rischio è minore e gli agricoltori percepiscono un maggiore controllo comportamentale sull’attuazione delle nuove pratiche, nonché quando gli RBP vengono introdotti in formati ibridi insieme ai sussidi convenzionali. In particolare, le risposte degli agricoltori ai programmi ibridi risultano più coerenti se abbinate a un quadro di riferimento basato sull’AECS piuttosto che a un quadro di riferimento basato sul mercato volontario del carbonio, il che suggerisce che i meccanismi di mercato puri creino ulteriori barriere psicologiche. Gli agricoltori danesi sovrastimano sistematicamente e in modo sostanziale gli impatti economici negativi della tassasul CO₂e— fino a un fattore tre rispetto alle stime degli esperti — e questo divario percettivo rappresenta un fattore chiave dell’opposizione alle politiche. Le informazioni fornite dagli esperti riducono parzialmente queste percezioni errate e aumentano il sostegno alla tassa, ma l’effetto è eterogeneo: le aziende agricole più piccole e i produttori di colture rispondono più prontamente, mentre le aziende agricole più grandi e gli allevatori mostrano una revisione limitata delle proprie convinzioni, in linea con il ragionamento motivato. Lo studio rileva inoltre che l’opposizione alla tassa sul carbonio può paradossalmente aumentare l’apertura verso un sistema ETS agricolo, indicando un effetto di sostituzione delle politiche con importanti implicazioni per la sequenzialità delle misure. Nel loro insieme, questi risultati evidenziano che il raggiungimento di riduzioni delle emissioni di gas serra in agricoltura richiede una progettazione delle politiche che tenga conto delle realtà comportamentali, tra cui l’avversione all’incertezza, i pregiudizi di credenza e l’eterogeneità degli agricoltori, contribuendo così all’obiettivo più ampio di VISIONARY di identificare in che modo la progettazione delle politiche possa facilitare le transizioni verso la sostenibilità in contesti socio-ecologici diversi.
Il rapporto completo sarà disponibile a breve.